martedì 21 dicembre 2004

Passato, passato, passato. Rimane passato ma non passa mai. Ti si attacca come una cozza. Serve a qual cosa starci a ripensare ? Ogni tanto viene normale ripensare a vecchie situazioni e vecchi stati d'animo. Vivere perennemente nei ricordi è sbagliato, ma passarci mezz'ora ogni tanto no. E' come rileggere un libro e scoprire nuovi significati su cui si era sorvolato nelle prime letture. Vedi le cose da altri punti di vista. Ogni tanto d'ho un'occhiata al sito del liceo; viene aggiornato solo per quanto rigurda aspetti burocratici...il resto è fermo a quando io facevo il III D. C'è il mitico giornalino on line con la mia recensione di "Pigs, peasants and astronauts" dei Kula Shaker allora appena uscito. 1999. Mi piacevano un casino allora. Shower your love era una canzoncina commercialissima ma mi accattivava molto con la sua melodia vagamente beatlesiana. Quell'anno a capodanno andammo in un appartamento di uno che conoscevamo. Non successe granchè. Poi cappuccino in piazza. Poi tutti a casa di una nostra amica, in teoria a dormire un pò, in pratica stavamo sdraiati a guardare l'alba che sopraggiungeva dalla finestra. E intanto (questo lo ricordo benissimo) ascoltavamo "Isn't anything" dei My Bloody Valentine. No more sorry. I raggi dell'alba del primo Gennaio 2000 che scivolano fuori dalle vie del centro storico nella nostra finestra. Le stelline fosforescenti sul soffitto. Noi svegli in silenzio. Non so perchè riporto quì tutto ciò. Però è un ricordo che sebbene sia alquanto anonimo, mi da sempre addosso una sensazione come di intimità, di empatia che c'era tra noi amici in quel momento. Nonostante tutti gli scazzi che ogni tanto vengono fuori tra di noi (è normale no ? maschi, femmine, varie ed eventuali...) si sente nell'aria un legame che è quello di chi ha conosciuto il mondo insieme con gli stessi passi, in comunità. Bha... passato, passato, passato...poi c'è stato un periodo di merda assoluta tra il 2001 e 2002. Non solo per me personalmente che ho avuto i miei amari cazzi, ma un pò per tutti. Il passaggio al mondo universitario è stato traumatico per tutti. Più che altro per la difficile presa di coscienza che metti la parola fine ad un periodo topico della tua vita. Ci vedevamo solo il fine settimana e sembravano mesi allora. E tutti i sabati puntualmente ubriachi. Ma di quelle sbornie moleste, pesanti...strilli, pianti, sbocchi. Che periodo del cazzo. Poi le cose pian piano si sono riassestate. Ma sembriamo tutti un pò più freddi oggi. Come se avessimo duvuto acquisire la freddezza sufficiente e necessaria per affrontare il nostro più che incerto futuro. Futuro. Pensare al futuro, quello si che fa male. Molto più che pensare al passato. Breve termine è la mia ricetta di vita serena. L'università interpretata in quest'ottica è utile. Milioni di scadenze a breve termine in vista di una lontana, lontanissima meta finale. E poi ? Poi si prospetta un altro periodo di passaggio di merda, ci metto la mano sul fuoco. Staremo a vedere quanto durerà...qualcuno ci entra e non ci esce più...aiuto...ma ancora (appunto) ci manca. Per ora godiamoci la calma prima della tempesta.

1 commento:

  1. a chi lo dici. io ci vivo praticamente nel passato.

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