domenica 30 dicembre 2007
Insonnia. Insonnia del cazzo. Sei li sul letto e pensi pensi ripensi, c'hai lo gnocco in gola e provi a distogliere i pensieri ma non ce la fai. Ossessione. Basta una cazzata, una situazione in più, un minimo aggancio che ti faccia ritornare in mente la cosa e ti torna su tutto, come l'acidità di stomaco. In certi momenti vorresti disintegrarti.
venerdì 21 dicembre 2007
Una volta mi hanno fatto fare un gioco. Si stava tutti in cerchio, in tanti, tutti in piedi, ed ognuno doveva prendere per mano il vicino. Poi ci si avvicininava tutti al centro del cerchio, più stretti possibile sempre tenendosi per mano e tenendole in alto. Quando si era li, tutti ammassati, ci si lasciava e si prendeva per mano qualcuno a caso nelle vicinanze. Poi ci si riallargava il più possibile. I cechio non era più un cerchio ed eravamo tutti annodati. A questo punto senza mai lasciarsi bisognava fare il possibile per sciogliere quei nodi, facendo passare gente sopra o sotto le braccia. A volte i nodi si scioglievano, a volte per sciorgliene due ne annodavi tre ecc ecc. A volte non c'era niente da fare. Praticamente questo gioco è quasi impossibile. Ma insegna tante cose.
martedì 20 novembre 2007
La potenza delle immagini. I rottami delle sensazioni. La tensione dei muscoli facciali nelle espressioni. I rumori della digestione. La decomposizione della dività. Il castigo degli idoli. Pasta che si raffredda nel piatto. L'armonia casuale tra le tutte le sovrapposizioni sonore presenti nell'universo nell'istante x. Le situazioni ricorsive. L'inganno. Io, Ora. X.
giovedì 8 novembre 2007
Serata anomala quella appena trascorsa. Festa non festa, casini alcolici (stavolta stranamente non miei!), chitarre poco chitarrose, folla ampia ma banale (che palle i centrosocialini, li fanno con lo stampo! togligli i rasta, Guccini e i Modena City Ramblers e non campano più!). Una serata di quelle che sembra sempre che stia per partire ma non parte mai. Vabbè capita!
Umore: bah/bho/x
[con x = espressioni facciali tipo bocca storta di lato e sguardo all'insù, verso quel punto interrogativo che se fossi stato un fumetto sarrebbe apparso sopra la mia testa]
Umore: bah/bho/x
[con x = espressioni facciali tipo bocca storta di lato e sguardo all'insù, verso quel punto interrogativo che se fossi stato un fumetto sarrebbe apparso sopra la mia testa]
mercoledì 24 ottobre 2007
sabato 23 giugno 2007
I would have like you
to have been
deep frozen too
and waiting still
as fresh in your flesh
for my return to earth
but your father refused
to sign the forms
to freeze you
let's see
you'd bee
about sixty now
and long dead
by the the time i return
to earth
my time held dreams
were full of you
as you were
when i left:
still under-age
your android replica
is playing up again
it's no joke
when she comes
she moans
another's name
that's the spirit of the age
(spirit of the age)
it's just the spirit of the age
(spirit of the age)
and that's the spirit of the age
(spirit of the age)
that is the spirit of the age
i am a clone
i am not alone
every fibre of my flesh
and bone
is identical to ther others'
everything i say
is in the same tone
as my test-tube brothers'
voice.
there is no choice
between us
if you had ever seen us
you'd rejoice
in your uniqueness
and consider every weakness
something special
of your own
being a clone
i have no flaws to identify
even this doggerel
that pours from my pen
has just been written by
another twenty
telepathic men
it says:
o for the wings
of any bird
other than a battery hen.
but that's the spirit of the age
(spirit of the age)
that's just the spirit of the age
(spirit of the age)
it's just the spirit of the age
(spirit of the age)
adjust the spirit of the age
(spirit of the age)
unjust the spirit of the age
(spirit of the age)
Hawkwind, "Spirit of the age"
by Dave Brock & Bob Calvert
to have been
deep frozen too
and waiting still
as fresh in your flesh
for my return to earth
but your father refused
to sign the forms
to freeze you
let's see
you'd bee
about sixty now
and long dead
by the the time i return
to earth
my time held dreams
were full of you
as you were
when i left:
still under-age
your android replica
is playing up again
it's no joke
when she comes
she moans
another's name
that's the spirit of the age
(spirit of the age)
it's just the spirit of the age
(spirit of the age)
and that's the spirit of the age
(spirit of the age)
that is the spirit of the age
i am a clone
i am not alone
every fibre of my flesh
and bone
is identical to ther others'
everything i say
is in the same tone
as my test-tube brothers'
voice.
there is no choice
between us
if you had ever seen us
you'd rejoice
in your uniqueness
and consider every weakness
something special
of your own
being a clone
i have no flaws to identify
even this doggerel
that pours from my pen
has just been written by
another twenty
telepathic men
it says:
o for the wings
of any bird
other than a battery hen.
but that's the spirit of the age
(spirit of the age)
that's just the spirit of the age
(spirit of the age)
it's just the spirit of the age
(spirit of the age)
adjust the spirit of the age
(spirit of the age)
unjust the spirit of the age
(spirit of the age)
Hawkwind, "Spirit of the age"
by Dave Brock & Bob Calvert
giovedì 21 giugno 2007
Mi chiedo se e quando finirà tutto ciò. Se vi sia da qualche parte un appiglio per uscire fuori da questa spirale. Dove sia finito quel poco che era rimasto di me stesso. Sono diventato uno zombie, vado avanti per inerzia, senza sapere dove ne perchè. Privo di ogni facoltà. Un essere animato ancora da un strano incantesimo che assomiglia vagamente a quella che molti definiscono "vita". So tutto ormai, è tutto sotto i miei occhi, chiaro e limpido. Non ho più bisogno di cercare risposte ai come e ai perchè, le ho trovate. So perchè sono così, cosa c'è che non va, i motivi dei miei comportamenti. Ma qui non si tratta di riparare, si tratta di rifare tutto dalle fondamenta. Credo ogni giorno che passa di meno che sia possibile farlo. Ormai è tardi, bisogna solo vedere se vale la pena tirare avanti questo mostro. Non fossi nato qui ed ora sarei morto da un pezzo. Qui si sopravvive tutti in un modo o in un altro. E così eccomi ancora qua, a sparare cazzate, fare e disfare progetti, addirittura ogni tanto ad entusiasmarmi. Ma l'esistenza mi ha già individuato da un pezzo, sa chi sono io, c'è poco da nascondere. Faccio numero ecco cosa. Nella grande commedia dell'esistenza, il mio posto è quello della comparsa che muore in battaglia, nella folla di militi ignoti.
domenica 17 giugno 2007
C'era una volta un bel castello, in pò isolato, ma carino. Poi arriva un tornado. Il castello viene semi-distrutto. Bisogna ricostruirlo. Ma proprio grazie al fatto che ora è tutto in rovina sono venuti alla luce dei difetti di progettazione, alla base. Ed ora? Sono seduto davanti al castello, fumo una sigaretta e penso al da farsi. E non ne ho proprio idea. Non riesco a riprendermi dalla vista di tanta desolazione. Chi era il tipo che stava all'Inferno e come pena doveva portare una masso in cima ad una montagna e quando arrivava in cima rirotolava giù e doveva ricominciare da capo per sempre?
mercoledì 2 maggio 2007
Disfatta #7005387
Traffico fuori dalla finestra. Gola secca. Acqua. Faccia distrutta. Penombra. Scale. Aria. Cielo plumbeo e pesante. Vento tiepido. Bar squallido. Cappuccino. Coldplay alla radio. Monete. Marciapiede. Pensieri. Marciapiede. Pensieri. Tram. Gente. Ancora più gente. Aria. Scale. Casa. Penombra. Acqua. Pc.
Traffico fuori dalla finestra. Gola secca. Acqua. Faccia distrutta. Penombra. Scale. Aria. Cielo plumbeo e pesante. Vento tiepido. Bar squallido. Cappuccino. Coldplay alla radio. Monete. Marciapiede. Pensieri. Marciapiede. Pensieri. Tram. Gente. Ancora più gente. Aria. Scale. Casa. Penombra. Acqua. Pc.
giovedì 19 aprile 2007
Blogghino, blogghino. blogghino. Se si mangia la marmellata con le mani ci si sporca! Ho sempre pensato, già da anni, che da certe faccende non se ne sarei uscito pulito e lindo. Per quando sapone o smacchiante o candeggina si voglia usare rimango sporco. Ma sono tutti macchiati, un pò tutti. Ci si sente meglio o peggio ad essersi conformati alla norma ? Era questo che volevo ? O era meglio essere un caso a parte, alienato ma in fondo un pò orgoglioso di esserlo ? Bha, non riesco neanche più a parlare con me stesso. Ho tanto amaro in bocca ecco che c'è. Si va avanti, si cade e ci si rialza, le cose cadono, si ritirano su, si spolverano, si rimettono al loro posto, o no...ricordo più quale era il loro posto ? esiste ancora ? Non lo so, cmq ecco, si fa tutto, perchè si fa tutto, ma la bocca è amara, e l'odore che emano è acre. Lo si percepisce a km di distanza. Anche se in certi momenti è l'ultima cosa che vorrei. Ma non se ne và...
sabato 24 marzo 2007
Povero blog, luogo solitario e abbandonato da tutti, anche dal suo stesso autore...ma sono ancora vivo, ogni tanto mi faccio vivo. Stavo per scrivere "..periodo strano questo.." ma mi sto rendendo conto che metà dei miei post quà si aprono più o meno così! Sempre periodi strani, per un verso o nell'altro, tanto che comincio a chiedermi cosa sia un "periodo normale". Mi sento profondamente cambiato. Ecco cosa sta succedendo. O meglio, sto cambiando e non so dove sto andando a finire. Potrebbe essere qualcosa di molto positivo oppure no. Molto più concretamente sarò io che dovrò deciderlo, ma non so ancora su che basi...ad essere sincero ho solo sensazioni addosso, niente di concreto. Confuso.
giovedì 1 marzo 2007
Eccoci quà. Passa il tempo, passano le situazioni, la tua mente forza all'interno di tubature sempre più strette tanto che senti l'attrito del cervello farti male al passaggio. L'idealità non esiste. A questo ci ero arrivato da tempo. Sperimentarlo però è un altro paio di maniche. Non che no ne abbia vuto occasione, ma è ben diverso quando sei TU in prima persona l'artefice di certe situazioni. O almeno una controparte essenziale. Il Grande Meccanismo nonstante tutti gli sforzi contro, non si batte. Questa era una battaglia persa dall'inizio. Ti ci ritrovi dentro anche te, e ne esci bello confezionato e plastificato. Senti la forza che tira verso la standardizzazione. Pensavo di essere diverso, che le cose andassero affrontate diversamente in un'altra ottica. Ma poi scopri l'ovvio, scopri perchè il resto del mondo si comporta diversamente. E per certi aspetti non ha tutti i torti. E' una battaglia dura, tra principi ideali e situazioni concrete. Sostanzialmente ho perso.
mercoledì 24 gennaio 2007
Autocoscienza come controllo diretto. Controllo direttamente il mio corpo, che svolge da confine tra me e non-me. Instintivamente penso al mio corpo, come "me stesso". Ma in realtà sarebbe un oggetto (non un me-soggetto) se non ne avessi il controllo, sarebbe mera carne. Se dunque concepisco il controllo come vita, percepisco il non-controllo come morte. Cos'altro è la morte se non l'oggettivazione del corpo? Dunque una tendenza innata all'espanzione di coscienza, puramente materiale (non spirituale), impauriti dalla morte, potrebbe spigare la sete di potere da sempre presente nell'essere umano e nella sua storia. Il potere è controllo, una sorta di materialissima forma si soggettivizzazione di ciò che mi è esterno. E' una teoria...
sabato 20 gennaio 2007
martedì 9 gennaio 2007
Oggi mi veniva in mente una cosa. Adamo ed Eva. Vengono cacciati dall'Eden perchè si cibano del frutto de "l'albero della conoscenza del bene e del male". Viene proprio chiamato così l'albero. Mi ha fatto riflettere questa cosa. Disobbediscono a Dio, facendo questo, si mettono contro di lui. Vivete felici e contenti, ma quell'albero non va toccato, il che stando al nome dell'albero in questione diventa "certe cose non dovete saperle". Se fosse tutto chiaro, limpido e scorrevole non ci sarebbero segreti da nascondere, mi chiederei io. Invece pare che anche Dio in persona abbia il suo segreto da nascondere. La Grande Fregatura Esistenziale. Scoprirlo significa molte cose: non vivere più nella serenità di prima (i due vengono puniti), significa prendere coscienza della propria natura squisitamente materiale (i due si vergognano improvvisamente di essere nudi). Significa un atto di sfida al proprio creatore, al proprio Padre. La storia umana nel mito dell'antico testamento viene fatta iniziare da un atto di insubordinazione al Padre. Anche Freud ci parla di un archetipo "patricidio originario", in altri termini e in un altro contesto, ma la cosa fa riflettere. Ma perchè, il marxismo stesso (tanto per fare un esempio) che vede la storia come conflitto di classe, non è insubordinazione al padre anch'essa? chi crea il proletariato, se non la classe borghese? Per non parlare poi di Nietzsche... Se ne possono trovare migliaia di riferimenti culturali a questo discorso, di ogni colore e ambito. Il nuovo che avanza, la rivendicazione della propria autonomia (esistenziale), la ricerca senza fine dei "perchè?", il velo che più viene scoperto più mostra verità che non vorremmo scoprire, la scienza, la storia dell'uomo, la punizione che si perpetua. Amen.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)