mercoledì 24 gennaio 2007

Autocoscienza come controllo diretto. Controllo direttamente il mio corpo, che svolge da confine tra me e non-me. Instintivamente penso al mio corpo, come "me stesso". Ma in realtà sarebbe un oggetto (non un me-soggetto) se non ne avessi il controllo, sarebbe mera carne. Se dunque concepisco il controllo come vita, percepisco il non-controllo come morte. Cos'altro è la morte se non l'oggettivazione del corpo? Dunque una tendenza innata all'espanzione di coscienza, puramente materiale (non spirituale), impauriti dalla morte, potrebbe spigare la sete di potere da sempre presente nell'essere umano e nella sua storia. Il potere è controllo, una sorta di materialissima forma si soggettivizzazione di ciò che mi è esterno. E' una teoria...

sabato 20 gennaio 2007

Predico e confido nell'atto creativo come insurrezione anarchica all'ordine universale.

martedì 9 gennaio 2007

Oggi mi veniva in mente una cosa. Adamo ed Eva. Vengono cacciati dall'Eden perchè si cibano del frutto de "l'albero della conoscenza del bene e del male". Viene proprio chiamato così l'albero. Mi ha fatto riflettere questa cosa. Disobbediscono a Dio, facendo questo, si mettono contro di lui. Vivete felici e contenti, ma quell'albero non va toccato, il che stando al nome dell'albero in questione diventa "certe cose non dovete saperle". Se fosse tutto chiaro, limpido e scorrevole non ci sarebbero segreti da nascondere, mi chiederei io. Invece pare che anche Dio in persona abbia il suo segreto da nascondere. La Grande Fregatura Esistenziale. Scoprirlo significa molte cose: non vivere più nella serenità di prima (i due vengono puniti), significa prendere coscienza della propria natura squisitamente materiale (i due si vergognano improvvisamente di essere nudi). Significa un atto di sfida al proprio creatore, al proprio Padre. La storia umana nel mito dell'antico testamento viene fatta iniziare da un atto di insubordinazione al Padre. Anche Freud ci parla di un archetipo "patricidio originario", in altri termini e in un altro contesto, ma la cosa fa riflettere. Ma perchè, il marxismo stesso (tanto per fare un esempio) che vede la storia come conflitto di classe, non è insubordinazione al padre anch'essa? chi crea il proletariato, se non la classe borghese? Per non parlare poi di Nietzsche... Se ne possono trovare migliaia di riferimenti culturali a questo discorso, di ogni colore e ambito. Il nuovo che avanza, la rivendicazione della propria autonomia (esistenziale), la ricerca senza fine dei "perchè?", il velo che più viene scoperto più mostra verità che non vorremmo scoprire, la scienza, la storia dell'uomo, la punizione che si perpetua. Amen.

lunedì 1 gennaio 2007

Buon anno a tutti ! Entro nel 2007 con un grosso punto interrogativo, scombussolato e indeciso sul da farsi. In cosa? Un pò in tutti gli ambiti.