mercoledì 24 gennaio 2007
Autocoscienza come controllo diretto. Controllo direttamente il mio corpo, che svolge da confine tra me e non-me. Instintivamente penso al mio corpo, come "me stesso". Ma in realtà sarebbe un oggetto (non un me-soggetto) se non ne avessi il controllo, sarebbe mera carne. Se dunque concepisco il controllo come vita, percepisco il non-controllo come morte. Cos'altro è la morte se non l'oggettivazione del corpo? Dunque una tendenza innata all'espanzione di coscienza, puramente materiale (non spirituale), impauriti dalla morte, potrebbe spigare la sete di potere da sempre presente nell'essere umano e nella sua storia. Il potere è controllo, una sorta di materialissima forma si soggettivizzazione di ciò che mi è esterno. E' una teoria...
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