Stasera altro concorso. Naturalmente non siamo passati. E' passato il solito gruppo reggae. Come sempre a tutti i concorsi che si fanno da un pò di anni a sta parte a Terni. Non so fuori come sia la situazione. Bho. Secondo me (non parlo di noi) c'erano altre cose di gran lunga più interessanti. Ma a questi concorsi (ormai in diversi anni che suono mi è capitato di parteciparvi o di assistervi) quello che ho visto che viene premiato non è tanto l'originalità quanto "l'aspetto professionale" del gruppo, cioè come si presenta in linea generale sul palco. Ci sono gruppi che se li riprendi dal vivo sono già belli e pronti per un video da mtv delle 4 del pomeriggio. Si fa un discorso del tipo: se bisogna trovare un gruppo deve essere un gruppo che "funziona". Casomai quello che fa sarà pure scontatissimo ma è quello che "funziona" (o almeno si presume). Ora si intenda non ho nulla contro il gruppo che ha vinto anzi, li conosco tutti personalmente ed è gente tranquilla che ci si sta bene insieme. Solo che a Terni ci stanno sti due gruppi reggae (quest'ultimo anche un pò "rock adolescenziale italiano") che c'hanno il monopolio dei concorsi. Contento per loro. Ma conosco gente che senza offesa per quello che suona e per come lo suona meriterebbe cento volte di più di avere un pò di visibilità. Sarei stato molto più contento se avesse vinto chiunque altro degli altri concorrenti.
domenica 17 aprile 2005
giovedì 7 aprile 2005
Fiseologia, chimica, etologia. Schemi perfetti, chiusi, quadrati. Logica e razionalità che si fanno realtà materiale. Il tempo scorre come parole in foglio a quadretti. Dentro i quadretti. Probabilmente devo essere uscito fuori fuori scala, troppo piccolo o troppo grande per stare nel mio quadretto. Prenderei il foglio e vi farei uno scarabocchio. O un disegno a mo dei bambini dell'asilo. Una lunga linea blu, il cielo e un grosso scarabocchio giallo, il sole. Sotto su di una stortignaccola linea marrone, la terra, 4 linee con un cerchietto sopra, io. Tutto ciò sarà visibile a quell'ipotetica creatura che prenderà il foglio da secchio della mondezza, lo scartoccerà e aprendolo, e vedendo l'inutilità funzionale di quell'aggregato di forme e colori, lo riaccartoccerà e lo rigetterà li da dove era venuto.
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