giovedì 23 marzo 2006
Rieccomi a casa dopo l'ennesima settimana romana. Ho chiesto la tesi nel frattempo alla cattedra di sociologia della famiglia e l'idea è stata accettata. Finalmente anni di pippe mentali finiranno in qualcosa di (si spera!) logico, coerente ed organizzato. E domani si risuona proprio a Roma, speriamo ci sia qualcuno, oggi ho tappezzato di volantini mezza città universitaria e mezzo san lorenzo...mentre lo facevo mi rendevo conto di quanti altri volantini di quanti altri concerti di quanti altri gruppi vi fossero...anche tante altre iniziative, serate, laboratori, seminari, corsi, tanta roba autogestita ecc ecc...per un attimo ho visto tutto ciò come "una grossa fuga", un branco di illusi tali e uguali a me in fondo in fondo. Una via di fuga dalle "catene causali" nell'arte, nell'espressione della propria individualità, nell'edonismo, ecco cosa cerchiamo. Ritagliarci quel piccolo spazio, per vivere a nostro modo, per quanto sia possibile. Prendere un foglio di carta sciverci sopra "il-mondo-visto-da-me" allo scopo di farlo vedere al mondo. C'è una solidarietà di fondo nell'arte, ma anche nell'edonismo a volte, riassumibile nella situazione "questo mi piace: vieni con me ti faccio, capire perchè mi piace, e anche tu godrai di questo piacere." e così via col prossimo. Ma anche al contrario (con il "non mi piace")il discorso funziona lo stesso. Diceva un mio amico una volta che se il mondo fosse perfetto probabilmente l'arte non esisterebbe. Comincio a capirlo un pò quel discorso...
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sociologia della famiglia?
RispondiEliminami sa che potrei essere argomento di studio.
avrei un paio di cosette da raccontarti...