Un oggetto di uso comune, come le scale, uno le da per scontate, non costituiscono fonte di problematicità, non pensi a come sono fatte, ne perchè. A meno che uno non sia su una sedia a rotelle. Solo allora forse uno realizza la problematicità di una cosa in apparenza scontata. Il mio non vuole essere un discorso sule barriere architettoniche, questo era solo un esempio. Ma rende bene l'idea. Pensavo a questo cercando in me, da qualche parte, l'orgine di quel mio modo di vedere la gente, dall'alto. Guardo alle persone, alle cose che accadono loro e come si comportano con lo stesso sgurdo con cui gurdano i topolini in gabbia nei laboratori di ricerca. Da una parte ciò costituisce una cosa positiva, cogli più lo sguardo d'insieme delle cose, sei più oggettivo. Da un altro punto di vista però tutto ciò è alienante. Nel senso letterale della parola, altro da te. Osservi i pesciolini nello stagno ma stai sempre al di fuori non entri mai, non ti bagni, forse in fondo non sai cosa significhi essere-tu-un-pesce-nello-stagno, anche se devi riconoscere che hai imparato benissimo tutto sul comportamento dei pesci. E' una sensazione strana, da una parte una sorta di superiorità, dall'altra di isolamento. Cmq l'origine l'ho trovata. Non è stato difficile. E' stato come dicevo prima la mancanza di aspetti della vita che si danno per scontati. Però proprio orache scrivo mi chiedo se avessi pienamente ragione, è come l'uovo e la gallina: è l'alienazione che genera iper-razionalità o viceversa ? Sembra come un cerchio. Mi rendo conto di essere tanto freddo. Lo so, forse non lo sembro, li conosco anche io i miei modi. Ma si tratta di un calore tutto cervello, poco cuore. So spiegare quasi sempre perchè faccio quello che faccio (il quasi è d'obbligo, per quanto ne voglia dire anch'io sono un essere umano). Fatto sta che solo ora capisco il significato della parola "spirito", ora capisco il significato della parola "spiritualità" e sia chiaro, non mi riferisco a nulla di religioso. E' il contrasto che esiste tra materialità e spiritualità. Lo so, so che per molti saranno concetti triti e ritriti e pure superati. Ma quel contrasto tra "individuo" e "ambiente" di cui parlavo in un vecchio post è proprio questo. Che poi è la base dell'angoscia esistenziale di chiunque sia riuscito a sgamarla. Avete mai pensato all'idea di "corpo" ? Io adesso come adesso avverto la necessità di trascenderlo. Oddio, lo so sembra che stia facendo un discorso mistico, ma non lo è, è solo logico. E' difficile da spiegare ma voglio provarci comunque. Partiamo da una cosa stupida e infantile. Quest' estate, io e un mio amico eravamo in spiaggia e c'era accanto a noi una grassona in topless. Ci stavamo scherzando su. Poi pensavo tra me e me che quella persona magari chissà che splendida persona era. Ma il mio corpo la respinge. Perchè ? Pensai che non ero io, anzi IO, era il mio corpo, il mio istinto, la mia materialità. Da questa cosa passiamo a cose più gradi, come la storia. Ma dico, non avete mai avuto la sensazione di essere una goccia d'acqua nelle "correnti oceaniche" della storia ? Secondo me non sono una goccia d'acqua solo io, ma anche personaggi che hanno avuto o hanno in mano le redini della storia, che neso...Garibaldi, o addirittura George Bush. Siamo tutti vittime delel circostanze, lottare contro la storia è dura, FARE la storia è un utopia...anche per chi sembra che la stia facendo. Se magari Bush invece di essere figlio di un ex presidente degli USA fosse nato da una famiglia povera di vattela a pesca dove, sarebbe cresciuto da teppistello di periferia. Cmq molto probabilmente ci sarebbe stato qualcun'altro al suo posto a difendere gli interessi dei grossi industriali americani ma innanzitutto i suoi. Siamo impotenti contro la storia. Siamo impotenti contro la Natura, per quanto possiamo pensare alla scienze, è sempre l'ei che ha l'ultima parola...ma è ovvio è perchè anche noi siamo natura. Natura=realtà. La parola "artificiale" è semplicemente sensa senso appena si generalizza un pò. Esistiamo, dunque siamo reali, dunque siamo parte della natura e dei suoi meccanismi. Ohh, penso che ora ci siamo. Ora dovrebbe essere ovvio il disagio di fondo, il contrasto tra la materialità di cui noi stessi siamo parte e il nostro agire intellettuale, lo spirito puro. Se pensi sempre che lo stagno sia l'oceano non stai a pensare cosa ci sia oltre. Quando ti accorgi di nuotare in uno spazio di pochi metri quadrati allora si. Il pensiero va oltre. Io adesso mi trovo nella situazione di un 40enne costretto ancora a guardare i cartoni animati..capito come ? Solo che non so come possa trascendere la realtà. Sono in un punto morto, ho l'impressione di essere logicamente arrivato ad una conclusione assurda.
il discorso che fai è lineare , ha senso , ma , fondamentalmente , è un discorso su i "SE" , sia storici , sia quotidiani etc. e quindi un discorso sull'uvo e sulla gallina..e quindi un discorso che non ha inizio e non ha fine...un discorso che non ha risposte...per quanto riguarda la grassona che è una gran persona...si ok...ma non credo , almeno personalmente , che ciò sia dovuto a puri ideali estetici tramandati nel corso dell'umanità.uno si innamora , è attratto o stima qualcuno per ragioni ignote..cioè , vabbeh m'hai capito.
RispondiEliminase parlamo de fasse una sega me la faccio su Milla Jovovich e non sulla buzzicona , se parliamo di amore , amicizia è un altro discorso.
rimane il fatto che una grassona è una grassona.almeno per me.staccarsi dal corpo...quanto sei lisergico...cmq , si:dovremmo tuti essere delle anime...
ciao
Marco
ahah mo te tocca sorbille pure quì tutte ste pugnette... cmq ultimamente ho l'impressione di essere arrivato a inserì tante considerazioni e tante esperienze fatte nella mia vita in un quadro unitario. E' difficile da spiegare a parole però sento di aver fatto un passo avanti. Non avevo mai sentito prima d'ora nella vita un bisogno di spiritualità. Ora però ci sono arrivato...e ripeto per l'ennesima volta che non si tratta di nulla di religioso, ne di "frikkettone", ne di "illuminazioni" o cazzate varie. Non so ancora di preciso cosa sia e come affrontarla, però sento di essere arrivato a un punto di svolta.
RispondiEliminaPS. Ho trovato nella mia libreria un libro sulla Meditanzione Trascendentale, non è scritto da santoni o roba simile, ma da docenti di psicologia in diverse vattelappesca università. E' datato 1971. Credo gli darò un'occhiata, senza aspettative particolari, ma con curiosità.
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